Progetto “ki aikido giovani”
L’aikidō
e il ki aikidō
L’aikidō, “via dell’armonia con il ki”, è
un’arte marziale giapponese fondata e codificata dal maestro Morihei Ueshiba
(1883 - 1969) il quale, a partire dagli anni Trenta del secolo scorso, diede
una nuova forma a quanto aveva appreso in passato, integrando l’esperienza
marziale con quella filosofico-religiosa. Morihei Ueshiba riuscì a trasformare
le antiche e letali tecniche di combattimento, sia a mani nude sia con la
spada, in tecniche della pace e della non violenza.
Il ki aikidō o meglio, Shin Shin Toitsu Aikidō,
cioè “aikidō con mente e corpo unificati”, è un’evoluzione dell’aikidō di
Ueshiba elaborata da uno tra i suoi allievi più brillanti: il maestro Kōichi
Tōhei, scomparso nel maggio del 2011. Il maestro Tōhei, fedele allo spirito non
violento dell’aikidō del fondatore, introdusse nella pratica i cosiddetti
“principi del ki” (ecco perché la definizione di "ki aikidō"). Il
concetto del ki, che manca di un esatto corrispettivo nella cultura
occidentale, racchiude in sé un insieme articolato di concetti, tra i quali,
l’idea di energia universale. L’originale contributo apportato da Tōhei rese la
pratica più immediata e la liberò dai contenuti religiosi che avevano
caratterizzato l’ultimo aikidō di Ueshiba.
Il ki aikidō presenta elementi che lo
differenziano molto dalle arti marziali tradizionali e che, per certi aspetti,
lo rendono affine ad arti e discipline che, anche attraverso le pratiche
meditative, sviluppano più profondamente il rapporto tra il corpo e la mente e
la ricerca di un equilibrio interiore, come lo yoga , il tai chi e altre
ancora. Il ki aikidō, attraverso la ricerca dell’armonia, si propone di
superare i concetti tradizionali di difesa e di attacco, di vittoria e di
sconfitta che sono alla base di tutte le altre arti marziali e spesso, anche di
molti rapporti personali. Per queste ragioni l’aikidō è considerato la via
dell’armonia e dell’unificazione con il ki, con la forza vitale, con l’energia
universale.
Nell’allenamento che mira alla consapevolezza
del ki, i praticanti troveranno un valido aiuto per affrontare in modo
equilibrato tutte le situazioni del quotidiano che destabilizzano l’individuo
disturbandone la coordinazione fra mente e corpo.
La
pratica per i giovani in età scolare
Sebbene preveda l’apprendimento di tecniche di
“difesa”, uno degli obiettivi che la pratica del ki aikidō si pone, specialmente
per i giovani, è di scoraggiare l’aggressività verso il prossimo. Il ki aikidō,
infatti, non è una pratica agonistico-sportiva, non prevede né calci né pugni e
non contempla i concetti di vittoria e di sconfitta, di nemico o di avversario.
Il ki aikidō mostra una via alternativa alla violenza, sia essa etero-lesiva o
auto-lesiva, e una visione della sconfitta e della vittoria inedita per molte
persone. Il combattimento è considerato una sconfitta; rifiutarlo significa
rispettare il valore della vita, la propria come quella altrui. Nell’aikidō non
ci sono combattimenti, quindi non esistono né attacco né difesa. Attacco e
difesa sono mossi da una matrice comune violenta che la filosofia dell’aikidō
cerca di superare per sviluppare un concetto differente: le tecniche
dell’aikidō e, soprattutto, la sua filosofia di pace mirano a creare una
situazione che scoraggi la possibilità che un attacco venga lanciato. Le
tecniche che si apprendono sono un semplice strumento per guidare il compagno,
per muovere il suo corpo muovendo la sua mente e per fare insieme qualche cosa
di piacevole per entrambi.
Il ki aikidō è un’arte particolarmente
formativa sia sul piano fisico sia su quello psicologico. Infatti, oltre a
essere un ottimo esercizio per migliorare la coordinazione motoria, la
respirazione, sviluppare l’apparato muscolo-scheletrico in modo armonico, la
sua pratica mostra la via per un corretto rapporto tra sé e gli altri e stimola
la consapevolezza delle proprie capacità psicofisiche. I giovani più “vivaci” vedranno
guidate le loro energie e moderata la loro esuberanza, e i soggetti più
introversi potranno accresceranno la loro sicurezza e la loro autostima; il
tutto senza incoraggiare la competitività, ma stimolando, al contrario, una
socialità basata sul rispetto per l’altro e per se stessi.
L’insegnamento delle tecniche avviene assieme a
quello dei già citati “principi del ki”, oltre che a quello delle tecniche di
respirazione. In sintesi, si tratta dell’apprendimento di strumenti per un uso
consapevole della propria mente e per la comprensione del proprio potenziale
interiore. Agire con volontà e chiarezza nel perseguimento di un obiettivo è un
insegnamento di cui chiunque, tanto più un giovane in età scolare, può fruire
per ottenere i propri piccoli ma importanti successi, affrontando le fasi più
difficili della crescita senza l’ansia generata dal confronto con i pari o la
paura per la propria presunta inadeguatezza al sociale.
Conclusioni
Sotto il profilo didattico, in qualità di
istruttore responsabile e coordinatore del progetto “ki aikido giovani”, sarà
mia cura condurre l’insegnamento con dedizione e attenzione costante alle
finalità formative sopra esposte, nonché ai principi ispiratori di questa arte
così ricca di preziosi contenuti.
M°
Giuseppe Golin
Resp.le
Progetto
Ki aikido
giovani
Curriculum Vitae KI-AIKIDO
Nasce a Vercelli nel 1965
Inizia la pratica di AIKIDO nel 1978 all’età di 13 anni, sotto la guida del M° Maurizio Frezza (2°Dan) allievo e istruttore della scuola del M° Giampietro Savegnago (8°Dan) che fa capo ad uno dei più importanti successori del Fondatore dell’ AIKIDO ovvero il M° Hirokazu Kobayashi (8°Dan). Dopo circa tre anni di intensa pratica e dedizione, inizia un percorso sotto la guida della M.tra Renata Carlon (8°Dan) nella scuola dello SHIN SHIN TOITSU AIKIDO ovvero la pratica della coordinazione mente/corpo in AIKIDO, scuola e metodo codificati dal M° Koichi Tohei (10°Dan) allievo prediletto del fondatore dell’AIKIDO unico ad avere conseguito appunto il grado di 10° Dan.
Sotto la guida dell’allievo più promettente del M° Koichi Tohei, il M° Kenjiro Yoshigasaki (8°Dan) responsabile istruttore di Europa e Sudafrica, ha inizio un percorso che lo vedrà impegnato costantemente e attivamente con oltre 150 seminari Internazionali, aggiungendo innumerevoli incontri mensili con i responsabili istruttori Nazionali ed esteri.
Sotto la guida dell’allievo più promettente del M° Koichi Tohei, il M° Kenjiro Yoshigasaki (8°Dan) responsabile istruttore di Europa e Sudafrica, ha inizio un percorso che lo vedrà impegnato costantemente e attivamente con oltre 150 seminari Internazionali, aggiungendo innumerevoli incontri mensili con i responsabili istruttori Nazionali ed esteri.
Impegno costante e dedizione alla pratica dell’AIKIDO rendono coscienza che il suo cammino sia proprio nel contribuire alla diffusione della disciplina, riconoscendone il profondo valore etico e morale dei contenuti.
“Si ringraziano alcune tra le figure importanti, incontrate durante il cammino: Giampietro Savegnago, Giovanni Filippini, Carlon Renata, Bruno Maule, Frezza Maurizio, Gianni Gioconto, Mario Peloni, Giuseppe Ruglioni, Rocco Mileto, Maurizio Volpe, Antonio Albanese, Livio Zulpo. Senza dimenticare i tantissimi compagni di avventura, vecchi e nuovi".
“Si ringraziano alcune tra le figure importanti, incontrate durante il cammino: Giampietro Savegnago, Giovanni Filippini, Carlon Renata, Bruno Maule, Frezza Maurizio, Gianni Gioconto, Mario Peloni, Giuseppe Ruglioni, Rocco Mileto, Maurizio Volpe, Antonio Albanese, Livio Zulpo. Senza dimenticare i tantissimi compagni di avventura, vecchi e nuovi".
Ha quindi dato vita al progetto “ Ki AIKIDO GIOVANI “ ovvero l’impegno di diffondere questa disciplina tra i giovani, dando a tutti loro la possibilità di avvicinarsi alla pratica.
Negli anni ha insegnato in varie strutture sportivo-scolastiche del territorio: Conco, Lusiana, Vicenza, Montecchio Maggiore, Breganze, Possagno, Paderno Del Grappa, Asolo, Bassano Del Grappa sede attuale. Mantiene la relazione con la scuola del M° Savegnago Giampietro nella figura del M° Antonio Albanese successore della scuola e con altri istruttori della medesima. Si impegna alla costante diffusione e alla pratica del KI AIKIDO sotto la guida del M° Kenjiro Yoshigasaki.
Attualmente, con 40 anni di costante e instancabile dedizione ha conseguito il grado di 4° Dan e Okuden ultimo livello della pratica di coordinazione mente-corpo.
Giuseppe Golin
Giuseppe Golin
Responsabile progetto “KI-AIKIDO GIOVANI”.
Responsabile corsi Dojo KI-AIKIDO BUSHIDO
Per ricevere informazioni sulla programmazione dei nuovi corsi bambini, ragazzi, adulti scrivere e-mail a: giuseppe.golin@gmail.com contatto diretto: 3500305974

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